Fitoplasmosi della vite · Quarantena

Flavescenza dorata: la fitoplasmosi della vite

La flavescenza dorata è la più grave dei giallumi della vite: una malattia da fitoplasma trasmessa da un insetto, senza cura per la pianta colpita e soggetta a lotta obbligatoria in Italia.

1973
prima segnalazione in Italia
Quarantena A2
lista EPPO · Reg. UE 2019/2072
Nessuna cura
la vite infetta va estirpata

Cos'è

La flavescenza dorata è causata da un fitoplasma — un batterio privo di parete cellulare che vive nel floema della pianta — del gruppo 16SrV. Colpisce la vite (Vitis vinifera e specie affini) e appartiene al complesso dei «giallumi della vite».

Non esiste una cura per la pianta infetta: una volta colpita, deperisce e diventa essa stessa fonte di inoculo per le viti vicine.

Il vettore e il contagio

Il contagio da pianta a pianta avviene tramite un insetto vettore, la cicalina Scaphoideus titanus, che vive e si riproduce esclusivamente sulla vite. Dopo che l'insetto ha acquisito il fitoplasma serve una latenza di alcune settimane (circa 10–45 giorni, in funzione della temperatura) prima che sia in grado di trasmetterlo; da quel momento resta infettante per tutta la vita.

La cicalina compie una sola generazione all'anno: sverna come uovo nel legno della vite, schiude in primavera e attraversa cinque stadi giovanili prima di diventare adulta in estate, il periodo di massima trasmissione.

La malattia si diffonde anche su lunga distanza attraverso il materiale di propagazione infetto (barbatelle e marze): per questo l'uso di materiale vivaistico sano e certificato è una difesa fondamentale.

Adulto di Scaphoideus titanus, la cicalina vettrice della flavescenza dorata
Scaphoideus titanus, la cicalina che trasmette la flavescenza dorata da vite a vite. Foto: Lamiot, via Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).

Distribuzione in Italia e in Europa

In Italia la flavescenza dorata è comparsa nel 1973 nell'Oltrepò Pavese (Lombardia); il vettore Scaphoideus titanus, originario del Nord America, vi era stato segnalato pochi anni prima.

Oggi è presente in gran parte dell'Italia centro-settentrionale — Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna e Liguria — con focolai recenti anche in Toscana. A livello europeo interessa numerosi Paesi viticoli, oltre a Svizzera e Serbia: la sua espansione segue quella del vettore.

Come si riconosce

I sintomi compaiono dall'estate e variano con il vitigno; spesso interessano solo una parte della pianta:

  • Foglie: ingiallimento (vitigni bianchi) o arrossamento (vitigni rossi) a settori, con accartocciamento verso il basso e consistenza cartacea e fragile.
  • Tralci: mancata lignificazione, portamento «a bandiera», internodi raccorciati, talvolta annerimenti.
  • Grappoli: appassimento e disseccamento; cascola di fiori e acini.

I sintomi si confondono con quelli del legno nero (un altro giallume): la diagnosi di certezza richiede l'analisi di laboratorio.

Sintomi fogliari di flavescenza dorata sulla vite
Sintomi fogliari su vite: ingiallimento/arrossamento a settori e accartocciamento verso il basso. Foto: Josef Klement, via Wikimedia Commons (CC BY 2.0 AT).

Perché è un'emergenza

La flavescenza dorata è un organismo da quarantena (lista A2 dell'EPPO), regolamentato nell'UE dal Reg. (UE) 2019/2072, attuativo del quadro fitosanitario Reg. (UE) 2016/2031. In Italia è soggetta a lotta obbligatoria.

Non esistono cure: una vite infetta non guarisce e va eliminata, perché diventa essa stessa una fonte di inoculo per le piante vicine. La velocità del contagio e l'assenza di terapia ne fanno una delle minacce più serie per la viticoltura.

A livello europeo le perdite di produzione legate alla malattia, pur con la gestione obbligatoria, sono stimate intorno allo 0,5–1%; ma i focolai locali non controllati per tempo possono compromettere interi vigneti e imporre reimpianti costosi.

Il contenimento

Non essendoci cura, la gestione è integrata, obbligatoria nelle aree colpite e tanto più efficace quanto più è precoce:

  • Monitoraggio dei vigneti e diagnosi precoce dei sintomi (con conferma di laboratorio).
  • Estirpo e distruzione delle viti sintomatiche/infette, per eliminare le fonti di inoculo.
  • Trattamenti insetticidi obbligatori contro il vettore Scaphoideus titanus.
  • Controllo delle viti inselvatichite e dei vigneti abbandonati, che fungono da serbatoio del fitoplasma.
  • Impiego di materiale di propagazione sano e certificato.

Nel 2022 il Comitato Fitosanitario Nazionale ha istituito un gruppo di lavoro tecnico dedicato alle misure d'emergenza contro la malattia, segno della crescente attenzione al problema.

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